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Il grande progetto della Fondazione

 

ENNIO

 

«Maurizio è come una bandiera!», affermò moltissimi anni fa Giovanni Testori, che gli è stato amico per tutta la vita.

Mai più, da allora, ho trovato definizione più pertinente.

 

Maurizio fu davvero, nella sua splendente giovinezza, una bandiera che svettava in un cielo più chiaro dell’azzurro trafittizio dei suoi occhi, che spingeva «a dare ciò che di migliore abbiamo in noi, per potercela meritare, come un grazia del Cielo».

 

Con il passare degli anni ci sono state anche per lui delusioni e sconfitte, eppure Maurizio ha continuato a essere un punto di riferimento, un ricovero, un testimone di cosa dovessero essere l’onestà e un altruismo che a volte pareva a me fin troppo condiscendente. Ma, a mio giudizio, la generosità verso gli esclusi e gli emarginati era in fondo una necessità per Maurizio, un modo per riequilibrare un dono segreto di cui lui, suo malgrado, aveva beneficiato: è in questo che ci ha dato una grande prova di onestà morale contro l’ordinario egoismo.

 

Non ho mai conosciuto nessuno che avesse una concezione tanto integerrima - direi cristiana - dell’amicizia. Fu così che nei quasi trent’anni di lontananza - io a Parigi, lui a Milano - mai nulla riuscì a scalfire il nostro rapporto. Il piacere di ritrovarsi si faceva anzi sempre più forte, attraverso piccoli rituali che ripetevamo di anno in anno: le risate intorno alla tavola, le gite a Varallo, i pomeriggi a potare gli alberi del giardino, il tramontare del sole sulle nostre letture nel terrazzo... momenti preziosi, che mi pareva si sarebbero ripetuti all’infinito.

 

E poi, invece, la malattia. La dignità di Maurizio nell’affrontare la sofferenza che lo ha spento mi ha reso i ricordi della sua sfolgorante giovinezza ancora più preziosi e struggenti.

 

Ora il ricordo è diventato per me una sorta di reliquia, cui mi rivolgo ogni sera, quasi che ogni sera potesse rinnovarsi la nostra passeggiata estiva al belvedere dell’Alpino, con i cani, a guardare in silenzio le acque tranquille del lago.

Ed è all’Alpino che va il mio pensiero, alla Fondazione che Maurizio ha qui voluto, con l’augurio di perpetuare il ricordo dell’amata bandiera che fu Maurizio.

Ennio

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